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IMS 2: Sounds good

Udgivet af root Ti, 2012-07-03 17:10

IMS 2: Sounds good


di Daniela GangalePrimo giorno di convegno. L’Auditorium brulica di musicologi che si spostano da una sala all’altra, galleggiando nell’irreale temperatura svedese mantenuta dai condizionatori. Giro due o tre sessioni durante la mattinata e ovunque trovo un’audience attenta, che ingaggia serrate (e sensate) discussioni alla fine di ogni intervento. Ottimo segno, vuol dire che tutti i cervelli sono bene accesi e si è venuti per lavorare davvero: niente muffa, niente aria fritta, un bell’equilibrio tra studiosi giovani e studiosi già affermati, un clima di scambio senza polemiche. Si respira un’aria – posso dirlo? – molto americana. E infatti a pranzo (il RED è pieno di convegnisti che intrecciano discorsi sui massimi sistemi tra una forchettata di insalata e l’altra) capito ad un tavolo con due americani e un’italiana che vive a New York. Si finisce a parlare di identità che è la parola più calda tra le tre che fanno da titolo al convegno e se ci sia un’identità europea e quale sia e se gli italiani si sentano europei o solo italiani o peggio romani, milanesi, napoletani o cos’altro e dove stia andando la musicologia oggi, verso quali identità e quali differenze. Mentre la conversazione procede spedita mi distraggo guardando le mie scarpe, disegnate negli USA e prodotte in Cina e penso che in questo mondo globalizzato forse ho molto più in comune con un musicologo indonesiano e un teologo arabo che con l’ italianissimo partecipante all’ultimo reality televisivo. E che forse oggi l’ identità va cercata più nei valori condivisi, nel modo di vivere, nel livello d’ istruzione, nel tipo di professione che nella nazionalità. Ma l’insalata è finita e il convegno continua; giusto il tempo di un veloce caffè e torno ad esplorare il ricco carnet del convegnista: concerti, visite guidate, presentazioni di volumi che coinvolgono anche altri luoghi della città come il Teatro dell’Opera, la Filarmonica Romana, il Conservatorio… Tanta roba a cui mi dedicherò nei prossimi giorni. Oggi voglio concludere con un giro nello spazio Risonanze dove ci sono alcune case editrici specializzate e dove trovo lo stand di eclap, e-library for performing arts . Avremo modo di parlarne ancora ma intanto fateci un giro anche voihttp://www.eclap.eu